spalle rotte

Tutto quello che mi passa per la testa, in particolar modo le cose che non sopporto, ma soprattutto il mio NO ALLA PEDOFILIA.
AVVERTENZA: questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Visti i temi prevalenti ed il linguaggio utilizzato, il blog è rivolto ad un pubblico adulto. L’autore non risponde dei Commenti inseriti dagli utenti. IN QUESTO BLOG I PEDOFILI NON SONO GRADITI
diciamo 

basta alla violenza domestica poste italiane difenditi dal phishing IO SONO AMICO DI: prometeo sos bullismo petizione - 

free tibet Child Abuse

ATTENZIONE: è un video piuttosto forte che riguarda l'aborto. Dedicato esclusivamente a chi considera l'aborto un'alternativa al preservativo e non a chi ha subito stupri (in particolar modo se è rimasta sola come spesso accade) o per motivi "medici" (se mi potete passare il termine). Non voglio assolutamente giudicare chi decide di abortire a causa di un forte trauma subito. Un appello agli uomini: non lasciate da sola vostra moglie, o la vostra fidanzata, o sorella o comunque una qualsiasi donna, ragazza o bambina se viene stuprata. In questo frangente ha più che mai bisogno anche di voi.
aquilone blu
mercoledì, 24 giugno 2009

Copio e incollo da Punto Informatico

 

La pedolista italiana è su Wikileaks

PI - News
mercoledì 24 giugno 2009
Roma - Un elenco di 287 siti: URL dietro alle quali si dovrebbe celare materiale pedopornografico, un indice di siti che dovrebbe contribuire a evitare che i cittadini della rete italiani si imbattano in contenuti illegali. Emersa da procedure complesse e opache al cittadino della rete, è stata condivisa su Wikileaks quella che viene presentata come la lista della URL filtrate per legge dai provider italiani.

pagina interdetta

Classificati da indirizzi fin troppo espliciti o nascoste dietro a URL apparentemente innocue, le pagine che dovrebbero contenere testimonianze di abusi sui minori. La lista pubblicata su Wikileaks viene annunciata come un elenco di siti che l'Italia censura: si tratterebbe della blacklist gestita dal Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia online e distribuita ai provider. ISP che, sulla base del decreto Gentiloni, dovrebbero provvedere a dirottare verso indirizzi sicuri il traffico dell'utente che le visiti, verso l'avvertimento diramato dal Ministero dell'Interno.
Non tutti i siti della lista messa a diposizione su Wikileaks restituiscono il segnale d'allarme con cui l'utente viene avvertito che la pagina è "interdetta", che "il tuo browser sta tentando di raggiungere un sito Internet contenente immagini e filmati pedopornografici". Alcune delle URL dirigono il cittadino della rete verso ordinaria pornografia, si sottolinea su Wikileaks, verso siti che non sembrano avere nulla a che vedere con gli abusi sui minori. Ciò non scioglie i dubbi relativi all'autenticità della lista: potrebbe trattarsi di una blacklist non aggiornata. L'elenco dei siti proibiti viene affinato quotidianamente e quotidianamente trasmesso ai provider.

Wikileaks si scaglia contro la blacklist, la lista sembra essere stata pubblicata per denunciare l'insondabilità dei procedimenti con cui vengono gestite questo tipo di operazioni. Nelle liste italiane dei siti proibiti convergono non solo siti illegali che contengano immagini pedopornografiche localizzati su server esteri. La legge impone ai provider di rendere inaccessibili anche i siti dedicati al gambling che sfuggono alle autorizzazione di AAMS, mentre degli ordini emessi dalla magistratura hanno costretto i fornitori di connettività ad agire sulla connessione dell'utente per complicare l'accesso a siti di diverso genere, da quelli dedicati alla vendita di sigarette di contrabbando, a quelli che spacciano merce contraffatta o che forniscono ai cittadini della rete degli strumenti per attingere a contenuti condivisi. L'emendamento D'Alia, la cui minaccia non si allunga più sulla rete italiana, prevedeva che i provider facessero calare dei filtri in caso di reati di opinione riscontrati in rete: per gli ISP operare in maniera chirurgica ed efficace sui singoli contenuti resta impossibile.

Proprio per l'inefficacia dei filtri, proprio per l'invasività della misure con cui le autorità impongono di epurare la rete a favore dei cittadini, proprio per la difficoltà nel tracciare una discriminante con cui isolare i contenuti illegali, il dibattito si addensa intorno ad ogni proposta con cui le istituzioni vorrebbero introdurre i sistemi di filtraggio. Le polemiche infuriano ora in Germania, dove è stata recentemente approvata una legge che dispone l'introduzione delle pedoliste. L'Australia è stata scossa dalla pubblicazione su Wikileaks della lista nera gestita dalle autorità locali, le istituzioni si sono mobilitate per chiedere la rimozione dei link diretti alla pagina di Wikileaks che scoperchia il vaso di Pandora della blacklist. Molti dei siti non ospitavano contenuti illegali, hanno di recente confermato le autorità australiane. Sparuti i cittadini della rete australiani che hanno pubblicato il link a Wikileaks: sul loro capo pende la minaccia di ingiunzioni e multe: resta da capire come invece in Italia si deciderà di agire rispetto a questa presunta fuga di notizie.

Gaia Bottà
postato da: gormito alle ore 18:34 | link | commenti | commenti
categorie: pedoweb
giovedì, 04 giugno 2009

Ricevo e pubblico da onairda80

VIDEO SHOCK PEDOFILIA - UNA SOLA VOCE - con Milly D'abbraccio,Alessio Boni etc....

postato da: gormito alle ore 14:39 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: youtube, onairda80
mercoledì, 03 giugno 2009

Nonostante la mia continua assenza, cerco di seguire ugualmente i vari avvenimenti ( anche i recenti di vilminore e cazzano sant'andrea). Questo però non potevo non pubblicarlo. La segnalazione mi arriva dall'AMS.

 

2 giugno 2009, in Diario
Le statistiche del delirio

 



Un avvenimento degli ultimi giorni ha suscitato un certo scalpore. L'avvenimento in questione ha per protagonista Marco Casonato, docente di Psicologia dinamica all’università di Milano-Bicocca. Casonato è stato l'organizzatore di un convegno tenutosi a Milano dal 20 al 22 maggio dal titolo "Abusi, falsi abusi e scienze forensi". In tale contesto, Casonato commentava un dato diffuso dalla Società di Psicologia Giuridica, che attesta che, delle denunce per violenze ai minori, il 96% riguarda falsi abusi. L'esimio docente parla di psicosi collettiva, mettendola in correlazione con diverse cause, tra le quali "Un certo modello di cultura femminista" sostiene "che vede l’uomo come un essere intrinsecamente pericoloso per le donne e i bambini”. Non contento, bersaglia anche le famiglie, ritenute responsabili della mancata sorveglianza dei propri figli: "Chiaro che se il figlio viene lasciato solo davanti al computer, davanti la televisione o in mezzo alla strada le probabilità che gli succeda qualcosa sono più elevate”.

Tralasciando l'ovvietà di alcune sentenziose affermazioni, è legittimo chiedersi da quali fonti sia stato tratto il dato in esame. Tale dato emerge da un convegno tenutosi a Roma il 18 maggio, su "La Testimonianza del minore in un giusto processo" e fa seguito ad una delibera dell'11 marzo 2009 della Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane, che punta il dito contro la negazione del diritto al giusto processo nei confronti di indagati e imputati coinvolti nei processi per abusi sui minori. Sotto accusa anche gli inquirenti, rei di condurre "indagini improvvisate", e ovviamente i consulenti psicologi, rei di avere dubbia competenza, dubbia professionalità e di utilizzare tecniche di ascolto del minore di natura induttiva e suggestiva.
Un polverone inutile, alla luce del fatto che già le sentenze di Corte di Cassazione avevano posto l'accento sulla necessità di una rigorosa circospezione nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini, poichè una certa politica televisiva tende a ingenerare in "molti genitori la convinzione dell'esistenza di pericoli anche dove non ci sono". (CASSAZIONE PENALE, Sezione III, Sentenza n. 35224 del 21/09/2007). Tuttavia, la stessa sentenza afferma che i bambini che, anche in tenera età, dichiarano di aver subito abusi sessuali possono essere una valida fonte di prova e le dichiarazioni dei genitori sui fatti loro riferiti dai figli hanno il peso di una testimonianza.
E' importante sottolineare che tra gli oratori del convegno romano c'era anche  Luisella De  Cataldo  Neuburger, psicologa, avvocato e consulente della difesa nel processo sui presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio. Per intenderci: il processo in cui "non c'è traccia di niente", secondo la signora in questione, mentre si affastellano le testimonianze di una ventina di bambini che raccontano di giochi "cattivissimi", di penetrazioni anali e vaginali, di fotografie e anche molto di peggio.
Tra i relatori anche Cataldo Intrieri, difensore di Riccardo Bianchini Riccardi nel processo per il crac Cirio (all'epoca Bianchini era amministratore Eurolat), e sempre di Bianchini ma anche di Alfredo Gaetani, presidente della Centrale del latte, nel processo per il crac Parmalat.
Altro relatore, l'avvocato Guglielmo Gulotta, conosciuto anche per aver assistito Antonio Aldo Sodaro, l’ex primario dell’Ospedale San Pietro di Roma accusato di abusi sessuali sulle sue pazienti anoressiche durante le sedute di ipnosi e condannato in appello a 5 anni e mezzo, oltre che  per aver assistito un assicuratore di Trieste condannato a sei anni e mezzo, lo scorso novembre, per abusi sulla figlia di quattro anni.
Ospite al convegno, per esprimere il contributo della politica, l'ex legale di Berlusconi, Gaetano Pecorella, imputato per favoreggiamento del neonazista Zorzi, suo cliente, a sua volta imputato per la strage di piazza della Loggia.
Insomma, una sfilza di gente che con le vittime non ha mai avuto nulla a che fare, se non avendole come controparte in tribunale. Non fa specie, quindi, che un fermissimo ed entusiasta sostenitore del convegno e della delibera della Giunta dell'Unione delle Camere Penali Italiane sia Vittorio Apolloni, fondatore del Centro documentazione Falsi abusi, l'associazione che ha distribuito nelle scuole di Brescia, Torino e Rignano Flaminio un delirante vademecum con le 10 regole per non beccarsi una denuncia per abuso sessuale.
A sentire Apolloni, sono falsi quasi tutti i casi di abusi sessuali denunciati: i bambini mentono, i genitori sono isterici, le indagini inattendibili, gli psicologi sono incompetenti. E' intervenuto in tutti i casi legati alle scuole materne, da Brescia a Rignano Flaminio, sostenedo sempre l'innocenza degli imputati. A sentir lui, insomma, siamo tutti una massa di psicotici ossessionati dall'idea della pedofilia, mentre invece la pedofilia non esiste. Strano, non si diceva lo stesso della mafia e poi saltarono in aria Falcone e Borsellino?
Ma Vittorio Apolloni ha una buona, anzi, un'ottima ragione per sostenere quanto afferma. La ragione si chiama Valerio. Valerio è suo figlio, condannato in appello a due anni e dieci mesi di carcere e a 100.000 euro di risarcimento alle famiglie di due bambini, un maschio e una femmina, vittime di abusi, avvenuti nella scuola materna «Bovetti» di La Loggia. Per i giudici, responsabili di quegli abusi sono Valerio Apolloni, presidente dell'ente morale che all'epoca gestiva la scuola, e Vanda Ballario, ex direttrice dell'istituto.
"La clamorosa vicenda dell' asilo Bovetti prende il via nel gennaio del 2001 quando i due educatori vengono arrestati. Ad accusare il presidente e la direttrice didattica sono i genitori di un bimbo e di una piccola che frequentano da pochi mesi l' asilo. I due educatori sono accusati di appartarsi spesso con un gruppo di scolari nella stanza della direttrice" racconta Repubblica.  "Gli inquirenti, sollecitati da una denuncia dei genitori, ricostruiscono anche la personalità dei due arrestati. La loro attenzione è puntata sul passato dell' uomo, che qualche anno prima sarebbe stato allontanato in modo sbrigativo dall' oratorio che frequentava."
Nella sentenza di appello che condanna Apolloni si legge: “[…] nella letteratura di un certo peso dottrinario non è agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perché la regola è che un bambino di quell’età è strutturalmente incapace di occultare o riprodurre falsamente i fatti di queste sue prime esperienze […]”. I bambini di quell'età, insomma, non sono in grado di raccontare cose che non hanno mai vissuto. Ed è alla luce di quest'ultima affermazione che si devono leggere le testimonianze dei due bambini abusati.
I genitori della bambina avevano appreso degli abusi subiti dalla piccola in modo raggelante: la bambina “…era poi andata nel lettone tra i genitori ed aveva preso a spalmare la propria saliva sul viso del padre. Al rimprovero di quest’ultimo la bimba aveva detto: “Questa non è la saliva… è la crema… quella che si mette in bocca e si ingoia”. La madre le aveva chiesto chi le avesse insegnato questo gioco e la bimba aveva risposto ”La signora dei gialli (i gialli è il colore della sezione)”. La madre “Da dove la prende questa crema?  Bimba: “Dal pistolino di VALERIO, è dolce e non brucia”.
Come sottolineato anche durante il processo, il linguaggio usato dalla bambina, la gestualità, le emozioni connesse appaiono compatibili con l’aver vissuto personalmente esperienze sessuali di tipo adulto. Il linguaggio utilizzato ha modalità infantili, è imperfetto, a volte confuso, la gestualità spontanea e non controllata. Nelle false rivelazioni invece compare una stereotipia particolare ed il racconto appare come una lezione imparata a memoria, con connotazione emotiva spenta o incongrua.
Un altro passaggio, fa emergere analoghe considerazioni: 
"Psicologa: “Facciamo finta che è una macchina fotografica”
BAMBINO si tira giù i pantaloni e le mutandine, si mette in posa con le braccia aperte, quasi una danza poi dice “Anche così”, prende il pene con le mani e lo mostra, fa alcune pose muovendo le braccia. […] La comunicazione gestuale di BAMBINO che si mette in posa, tira giù le mutandine, esibisce il pene,  attende il clic della macchina fotografica, appare fortemente sintomatica di un’esperienza realmente vissuta."

Resta inoltre un interrogativo. Perchè, nel corso di questo convegno non è stato mai ricordato che sono migliaia i casi di abuso che non vengono mai neppure denunciati? Perchè non è mai stato posto l'accento sulla gravità di un fenomeno in dilagante espansione e si è tentato invece di propugnare la teoria secondo cui ci sarebbe addirittura una diminuzione dei casi di abuso sessuale?

E' vero che esistono alcune denunce di abusi che si rivelano false, come nel caso riportato anche in Viaggio nel silenzio. Tuttavia è necessario operare un distinguo, poichè i casi denunciati non equivalgono a tutti i casi di abuso. La stragrande maggioranza degli abusi non viene mai denunciata. Com'è possibile dunque anche solo pensare di poter fare una statistica di una qualche validità?

L'abuso non è un reato commesso in pubblico, ma in privato. Non è come una rapina. Non ci sono mai testimoni. Il testimone è il bambino stesso, la vittima stessa, che spesso è troppo piccolo anche per riuscire a verbalizzare adeguatamente quanto ha vissuto. Perchè la capacità di raccontare di un bambino non è la stessa di quella degli adulti. La capacità di dare una sequenza temporale agli avvenimenti, per esempio, è un'abilità che i bambini cominciano ad acquisire solo intorno agli otto o nove anni.
Le testimonianze di questi bambini, dunque, devono essere valutate alla luce delle loro capacità comunicative, non in base ad astratti stereotipi da tribunale. Devono essere gli adulti, ad adeguarsi a loro, a capire.
Questi adulti assai meno credibili dei bambini.

 

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categorie: ams , abusi e falsi abusi
mercoledì, 29 aprile 2009

Riporto dal blog di Massimiliano Frassi

 

nino_calato300

COME EDUCARE I BAMBINI.
 
Il bimbo della foto qua sopra ha solo sei anni. È
legato mani e piedi ed ha il corpo ricoperto di ferite. La foto è sta scattata dalla Polizia al momento del ritrovamento dei bimbi, ed è apparsa sui principali quotidiani messicani. Insieme a lui, nelle stesse condizioni, la polizia ha trovato la sorellina di anni 4. Entrambe i cuccioli d’uomo sono stati vittima per mesi delle angherie di un gruppo di parenti, che a cadenza quotidiana li hanno abusati sessualmente, torturati, picchiati, punti, segregati dentro una cisterna per l’acqua.
“È così che si educa un bambino disobbediente” ha detto
uno dei mostri, la presunta zia, alla polizia sotto shock.
I bimbi oggi stanno in ospedale. Hanno segni di
denutrimento, ipotermia, fratture riconsolidate che dimostrano passati abusi e ferite “fresche” che certificano recenti maltrattamenti. La bimba ha metà del corpo ricoperto da bruciature ed il bimbo ha un forte trauma al setto nasale.
“Sono inoltre evidenti tutti i segnali di stress post
traumatico da forte abuso.”
Di loro parleremo ancora prossimamente, per oggi questa
sofferenza diventa la nostra. Ed altro, non riusciamo ad aggiungere………


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categorie: pedofilia e abusi
martedì, 28 aprile 2009

iniziativa dell'associazione Women's Aid

Stop al video con Knightley sulla violenza

Bloccata la trasmissione in tv del filmato con l'attrice: «Violento». È una denuncia contro gli abusi domestici

MILANO - Troppo violento. Così la Clearcast, ente deputato a visionare e dare il via libera agli spot pubblicitari in tv in Gran Bretagna, ha definito il filmato di Women's Aid contro la violenza sulle donne in cui compare l'attrice Keira Knightley. Intitolato «The Cut», racconta di una donna che torna a casa dopo una giornata di lavoro e viene presa a calci dal fidanzato che l'accusa di un presunto tradimento. Il video è effettivamente un pugno nello stomaco e ha sollevato fin da subito numerose polemiche. Ma è stato anche da visto da milioni di persone nei cinema e su internet.

STORIA REALISTICA - Rappresentanti dell'associazione Women's Aid hanno spiegato che si tratta di un racconto realistico delle violenze domestiche. «Siamo stati attenti a riportare quanto ci è stato raccontato da testimoni diretti. Alla Clearcast abbiamo consegnato il video insieme alle statistiche del ministero dell'Interno» spiega Lucy Brown. Sandra Horely, a capo di un'altra associazione che difende le donne (Refuge), condanna la censura bollandola come «patetica»: «È importante - spiega - diffondere coscienza sulla violenza domestica. Molte donne vengono isolate dai loro partner e la tv può offrire un grosso aiuto in questi casi». Il filmato doveva essere trasmesso in tv in questi giorni ma è arrivato lo stop della Clearcast. «Stiamo ancora discutendo con loro perché ritengono che sia troppo violento - dice Chris Hirst, dell'agenzia Grey London -. Ma un obiettivo della campagna è già stato raggiunto, anche senza andare in tv: quello di aumentare la consapevolezza e stimolare il dibattito sulla violenza domestica».


27 aprile 2009

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categorie: violenza domestica
martedì, 28 aprile 2009

Riporto questo articolo trovato nel sito dell'Italia dei valori segnalatomi da un amico.
22 Aprile 2009

Discrezionalita' della pedofilia




Autore Pancho Pardi Pancho Pardi

Il Governo e la maggioranza si sono ripetutamente vantati di aver affrontato e sanzionato il reato di stalking, ma in realtà, approvando senza modifiche il decreto sicurezza, hanno adottato una misura che va a vantaggio dei pedofili. Infatti, da oggi il reato più grave e odioso, quello nei confronti dei minori di dieci anni, in flagranza di reato prevede solo l'arresto facoltativo e non quello obbligatorio. È una vergogna!

Il Pdl ha rivendicato anche in Aula, e lo ha fatto con una certa verve, l'importanza di aver previsto l'arresto obbligatorio in flagranza per il reato di violenza sessuale. Ma la denuncia che è stata fatta dall'Italia dei Valori, e in particolare dal collega Luigi Li Gotti, sull'assenza del 609-quater che riguarda i reati contro i minori, non ha ricevuto alcuna risposta.

Il Governo insomma, oltre a infischiarsene del ruolo del Parlamento, non ha rispettato per l'ennesima volta le indicazioni dei parlamentari. È vero che nel testo del decreto abbiamo ritrovato interi brani di proposte già avanzate dall'Italia dei Valori, per cui il nostro voto - anche per non far decadere un provvedimento che punta a tutelare le donne e più in generale le persone più deboli - è stato, doverosamente, a favore dell'approvazione del provvedimento. Ma la tecnica del copia-incolla non può venir considerata dalla maggioranza un tributo alla capacità di lavoro delle Camere!

Comunque, per riparare a questa norma vergognosa nei confronti dei minori, passata nel silenzio, nell'indifferenza e nella trascuratezza della maggioranza, l'Italia dei Valori presenterà immediatamente un Disegno di legge per inserire norme più stringenti contro i pedofili.

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categorie: decreti legge
lunedì, 20 aprile 2009

Pakistan. Coppia uccisa a colpi d'arma da fuoco, il filmato inviato a una tv locale

Assassinati dai talebani con l’accusa di adulterio

 

All'esecuzione hanno assistito i parenti delle vittime, che incitavano i boia a «fare giustizia»

 

Assassinati a sangue freddo a colpi d'arma da fuoco. Un uomo e una donna, uccisi senza pietà perché accusati di avere una relazione fuori dal matrimonio. L'esecuzione è stata filmata e le agghiaccianti immagini - inviate a una televisione locale - hanno fatto il giro del mondo.

Succede in Pakistan. Dove i talebani hanno giustiziato una coppia, “colpevole” di adulterio e hanno diffuso il video del duplice omicidio. È accaduto nel distretto di Handu, vicino al confine con il distretto di Orakzai, roccaforte talebana al confine con l’Afghanistan. Lo ha riferito l’edizione on line del giornale indiano the Hindu, citando la tv pachistana Dawn, a cui è stato mandato il filmato. Le immagini mostrano un uomo sulla quarantina e una donna di circa 45 anni assassinati a colpi d’arma fuoco alla presenza di un nutrito gruppo di parenti accalorati e consenzienti. La donna è stata colpita con due pallottole al petto. «Abbiate pietà di me, abbiate misericordia, le accuse contro di me sono false, nessun uomo mi ha toccato», ha detto poco prima di morire. Le immagini la mostrano poi agonizzante a terra, e si vede la folla che incita i talebani a finirla. E i boia non si sono fatti pregare. Poi è stata la volta dell’uomo, freddato a colpi di kalashnikov. Fonti dell’emittente hanno riferito che sono stati proprio i parenti a portare le due vittime sul luogo dell'esecuzione. Nei giorni scorsi, il presidente pakistano Asif Ali Zardari ha firmato una controversa legge che introduce la Sharia (la legge islamica nella regione al confine tra il Pakistan e l'Afghanistan. La firma è avvenuta dopo che il Parlamento ha approvato - quasi all'unanimità - una risoluzione che esortava il presidente Zardari a rendere ufficiale l'accordo stabilito con i Talebani per la pace nella valle di Swat. Un accordo negoziato in febbraio tra il governo della Regione del Nord-Ovest e i Talebani che, in cambio, avevano dichiarato un cessate il fuoco unilaterale ma minacciato di riprendere i combattimenti se il governo centrale non avesse promulgato la legge. I tribunali islamici hanno di fatto già iniziato ad operare da marzo, applicando la Sharia. Dall'estate 2007 la valle è controllata dai talebani, che hanno moltiplicato le esecuzioni sommarie, distrutto le scuole miste e imposto restrizioni alla libertà delle donne. L'esercito non è mai veramente riuscito ad imporre l'autorità del governo centrale nella regione.

Dopo la ragazzina flagellata, adesso abbiamo due esecuzione. Ma dove pensano di arrivare con questo atteggiamento? Al paradiso? Il corriere parla di nuova pornografia, dice che non puntano a convincere la gente a seguirli, ma a creare un clima di terrore e secondo un sondaggio dello stesso giornale risulta che gli italiani pensano che le donne afghane devono sbrigarsela da sole a risolvere il problema della sharia e che non è compito nostro aiutarle. Come si usa troppo spesso dire anche nel mio ambiente lavorativo: "Che s'inculino."

Accettare le diversità è giusto, appoggiare questo genere di violenza gratuita, incivile e allucinante assolutamente no!!!

Se questo sondaggio rispecchia la nostra realtà (cosa che non mi auguro assolutamente), dimostra la nostra falsa e ipocrita solidarietà (mi ci metto dentro anch'io). Donare denaro per solidarietà è senza dubbio importante, ma in casi come questo non serve, occorre un maggiore impegno e maggiore sacrificio e finché ci copriremo gli occhi davanti a queste cose, saremo loro complici. Il vero male non è la religione islamica o il "marocchino" che vende gli accendini all'angolo della strada, ma sono gli atteggiamenti delle persone che si parano il culo dietro Dio per giustificare le loro stronzate (che siano islamici, cattolici, ortodossi, buddisti o altro). Le interpretazioni degli scritti religiosi sono puramente "umane" e non "divine", quindi prendiamoci le nostre responsabilità senza scomodare le "divinità" come più ci pare e piace.

LA SHARIA DEVE FINIRE!!!

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categorie: islam, sharia
mercoledì, 08 aprile 2009

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categorie: aquilone blu, emergenza abruzzo
giovedì, 19 marzo 2009

FESTA DEL PAPA'

Oggi per la festa del papà ho ricevuto due ragali:

Il primo è un cofanetto contenente una raccolta di cartoni dei Simpson (e non sono gli unici cartoni animati che guardo) e l'altro (quello più gradito) lo voglio condividere con voi (fatto da mio figlio):

festa  del papĂ 

festa del papĂ  2

Lo aggiungerò nella cartelletta dei ricordi insieme a tutti i suoi lavori che in questi anni ha fatto per me (fra qualche giorno, prima voglio godermelo un po') e che conservo gelosamente.

GRAZIE NICOLA

COSA FAREI E COSA SAREI SENZA DI TE E LA MAMMA!!!

AUGURI A TUTTI I PAPA'!!!!!!!!

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categorie: festa del papĂ 
mercoledì, 11 marzo 2009

RITORNO
Il motivo della mia assenza non è legato a una non voglia di continuare a scrivere o a una non voglia di continuare a seguire il problema della pedofilia e della violenza sulle donne, ma a situazioni ben diverse.
La prima situazione è cominciata a metà dicembre. Non sto qui a raccontare tutti i dettagli di quanto è successo e dei problemi causati da questa situazione (ci vorrebbe troppo tempo). Detto in breve: mio suocero ha cominciato ad avere seri problemi di salute e i medici non riuscivano a capire che cos'era e come curarlo. Questo fino all'8 gennaio quando hanno scoperto un calcinoma spinocellure al polmone destro in metastasi, ormai incurabile. I miei suoceri non sanno ancora niente, adesso sono andati 2 settimane al mare, ma quando tornano dovremo dirglielo (anche se credo che mio suocero sospetti qualcosa). Questi 3 mesi sono stati devastanti per tutti e non è stato facile reggere il peso del silenzio, dover chiedere a mio suocero la documentazione medica, le autorizzazioni per la richiesta delle cartelle mediche antecedenti, rifare i referti per non fargli scoprire la verità...non ho mai raccontato così tante balle e mezze verità ai miei suoceri come in questo periodo. Avrei preferito dirglielo già tempo fa per vari motivi, ma non tocca a me decidere ma ai figli e dopo aver valutato i pro e i contro, si è deciso di aspettare dopo il mare, poi saremo costretti a dire parte della verità (non penso che parleremo della incurabilità).
Un altro grosso problema era con mio figlio. I voti a scuola erano calati paurosamente. 2 anni di nido, 3 di materna e questo è il quinto di elementari e non l'ho mai sentito dire "non voglio andare a scuola", anzi, è sempre andato volentieri (anche se stava male, dovevo costringerlo a stare a casa). L'ultima settimana di scuola prima delle vacanze natalizie dava segni di malessere (nausea, mal di pancia e mal di testa) e non riuscivo a capire cosa avesse. E' stato a casa un paio di giorni, ma non ero molto convinto, pensavo stesse covando l'influenza (che non è arrivata) oppure un po' di stanchezza fisica e mentale, dovuta anche alla situazione del nonno che andava peggiorando. Finite le vacanze natalizie, ricomincia la scuola e ricomincia questo stato di malessere. "Mi vien da vomitare, ho la febbre, ho mal di testa, ho mal di pancia...". Niente febbre, niente vomito, niente mal di pancia, niente mal di testa, niente di niente. E' voluto andare a scuola sia il lunedì che il martedì, perchè alla sera aveva la partita di pallacanestro e sapeva che se stava a casa da scuola avrebbe saltato anche la partita. Il mercoledì stessa storia. Decido di tenerlo a casa. 8.30 mi dice: "Quasi quasi faccio un po' di compiti, potrei studiare scienze per giovedì e geografia per venerdì". Incomincio a preoccuparmi, non è mai successo che mi chiedesse di fare i compiti e soprattutto che li facessi volentieri e col sorriso. Ormai è chiaro che a scuola sta succedendo qualcosa. Incomincio a domandargli cosa non va a scuola, in maniera tranquilla ma decisa. Vengo a sapere che i suoi due compagni di banco (quello di destra e quello di sinistra) l'hanno preso di mira e continuano a infastidirlo con scherzi, insulti e via dicendo. In un primo momento penso di andare a parlare con le insegnanti, poi cambio idea, potrei peggiorare le cose. Allora comincio a suggerirgli alcuni atteggiamenti da adottare e alcune azioni da fare. Deve imparare a difendersi da solo con i compagni, ma questo non vuol dire che deve rimanere da solo, a casa lo appoggio e lo consiglio in base alle mie esperienze passate (ho dovuto imparare da solo a difendermi da certa gente), mentre a scuola lui deve agire. Niente insulti, niente violenza. Ignorare gli insulti (loro si divertono solo se tu ti offendi, se ci rimani male e se piangi gioiscono). La cosa migliore sarebbe quella di mostrarsi divertiti con autoironia (ne ho stroncati parecchi con questo sistema, se tu ti diverti, loro non si divertono più), però mi rendo conto che non è facile e quindi gli ho suggerito anche un'altra cosa da fare: se capita durante la lezione qualche insulto, scherzo o qualche pugno, deve alzarsi in piedi e urlare di finirla o (nel caso di un pugno) urlare dal dolore(ahia!!! Mi hai fatto male!!!). L'insegnante è costretta ad intervenire e loro si sentiranno scoperti. Dopo tre giorni è uscito da scuola esultante, mentre uno dei due compagni è uscito scornato e mortificato. Dopo una settimana sono diventati amici (e lo sono ancora adesso).  Un problema è risolto. Per quanto riguarda l'altro compagno, il problema era più grosso. Quindi andava preso in più dura. E' un marocchino che parla poco l'italiano e quindi ha bisogno di aiuto. Chi deve aiutarlo? Il compagno di banco. Chi è il compagno di banco? Mio figlio. Prendo la palla al balzo: no rispetto, no aiuto. Mi sembra ovvio. Le insegnanti protestano? Ti sgridano? Ti danno la nota? Nessun problema. Fregatene. Ti danno un compito di castigo? Non te lo faccio fare. Niente castighi, niente note, un paio di sgridate prese perché si è ostinato a non aiutare il compagno a copiare un testo scritto sul quaderno. Al ritiro delle pagelle ho riferito che finché il compagno si ostinerà a mancargli di rispetto, mio figlio è autorizzato da me a non aiutarlo e che note, castighi e sgridate non serviranno a niente. Risultato: da ieri mio figlio ha potuto riprendere ad aiutarlo, in quanto il compagno si è dato una notevole calmata (non aveva molta scelta, se voleva un aiuto da mio figlio). E i voti a scuola? Alle stelle!!! Non li ha mai avuti così alti e soprattutto non devo faticare più di tanto per fargli fare i compiti velocemente e in maniera corretta, mentre a scuola e molto più tranquillo e concentrato. Perfino nei temi, che erano tutti un cimitero di segni rossi, è arrivato a casa con tema con due piccole correzioni per la felicità della maestra d'italiano, del papà e della mamma.

Per oggi ho concluso. Mi sembrava doverosa una spiegazione per la mia assenza. Spero mi perdoniate. Domani (salvo imprevisti) farò un giro nei vostri blog per un saluto.
postato da: gormito alle ore 11:19 | link | commenti (5) | commenti (5)
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